Per una volta facciamo a meno di slogan e titoli ad effetto con numeri e dati che altro non fanno se non lasciare a bocca aperta addetti ai lavori e non.
La crisi dell’editoria cartacea può anche essere sviscerata in termini sociali. Perché se è vero che nelle mani degli italiani passano sempre meno libri – e gli ultimi dati Istat confermano questa tendenza – c’è da chiedersi … perché? Ancor prima della nascita delle nuove tecnologie, la spiegazione di questo fenomeno in continua espansione è da ricercare nel tessuto sociale: status, zona di residenza, titolo di studio, professione, tutti elementi che concorrono a “forgiare” o meno un buon lettore.
If Book Then organizza per la prima volta la Summer Edition. Dopo il successo dell’evento di febbraio, la kermesse organizzata da Book Republic, replica il 5 luglio all’università Cattolica di Milano e Promedia Solutions si conferma sponsor della manifestazione.
La crisi, che sta colpendo anche il mercato editoriale, non ha piegato il Salone Internazionale del Libro di Torino, anzi lo ha rinvigorito. L’edizione dei 25 anni, dedicata alla Primavera Digitale, ha registrato un +4,1% di visitatori, rispetto al 2011, con un affluenza di pubblico attorno ai 318 mila visitatori. Segno decisamente più anche per le vendite agli stand, rispetto all’anno scorso. “Il Salone è sfuggito alla deriva della recessione per proporsi in maniera prepotente” ha sottolineato il presidente, Rolando Picchioni, a chiusura della manifestazione.
La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa sotto una duplice ala.